{"id":6475,"date":"2022-11-25T13:03:46","date_gmt":"2022-11-25T12:03:46","guid":{"rendered":"https:\/\/greenproject.info\/wpg\/natsalmo\/?p=6475"},"modified":"2022-11-25T13:03:46","modified_gmt":"2022-11-25T12:03:46","slug":"zootecnia-no-grazie-criobanca-e-conservazione-della-biodiversita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/greenproject.info\/wpg\/natsalmo\/zootecnia-no-grazie-criobanca-e-conservazione-della-biodiversita\/","title":{"rendered":"Zootecnia? No, grazie. Criobanca e conservazione della biodiversit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Qualche anno fa, proprio nei mesi in cui scrivevamo il progetto\u00a0LIFE NatSalMo, sulle pagine della rivista \u201cThe Biologist\u201d\u00a0appariva\u00a0un illuminante articolo sull&#8217;importanza delle criobanche\u00a0nella conservazione delle specie,\u00a0scritto da\u00a0William\u00a0Holt,\u00a0professore dell&#8217;Universit\u00e0 di Sheffield e ricercatore onorario\u00a0in\u00a0Biologia della Conservazione per la sopravvivenza delle specie\u00a0del\u00a0prestigioso\u00a0Smithsonian\u00a0Institution.<\/p>\n<p>Holt ricordava\u00a0di quando, alla fine degli anni &#8217;40, un giovane postdoc scopr\u00ec in maniera\u00a0fortunosa ed accidentale che le cellule spermatiche di mammiferi e polli potevano essere congelate e successivamente scongelate con successo in presenza di glicerolo.<\/p>\n<p>Nei decenni a seguire, lo sviluppo di protocolli e crioprotettori sempre pi\u00f9 efficienti port\u00f2 all&#8217;applicazione su vasta scala dell&#8217;utilizzo della crioconservazione del seme e delle criobanche nell&#8217;ambito della zootecnia e delle cure per l&#8217;infertilit\u00e0 umana. Si\u00a0diffuse\u00a0quindi l&#8217;abitudine di guardare alle pratiche di crioconservazione\u00a0prettamente\u00a0come a uno strumento di selezione e inseminazione artificiale per il miglioramento genetico delle razze domestiche di interesse economico.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, alcuni biologi della conservazione\u00a0cominciarono\u00a0a puntare sulle criobanche nell&#8217;ambito della salvaguardia delle specie in via di estinzione, animati da un importante intento:\u00a0superare\u00a0un grande limite\u00a0insito nei programmi di\u00a0riproduzione delle\u00a0specie\u00a0rappresentato dagli effetti negativi della consanguineit\u00e0 dei riproduttori\u00a0(<em>inbreeding<\/em>). Le criobanche\u00a0che nascono\u00a0per supportare\u00a0i\u00a0progetti di recupero delle specie\u00a0a rischio\u00a0hanno l&#8217;unico grande compito di preservare la pi\u00f9 ampia diversit\u00e0 genetica\u00a0naturale,\u00a0in\u00a0modo\u00a0da supportare il benessere e la sopravvivenza delle popolazioni selvatiche, combattendo l&#8217;<em>inbreeding<\/em>\u00a0e i suoi effetti deleteri.<\/p>\n<p>Una delle prime applicazioni di successo di questa tecnologia fu\u00a0il\u00a0recupero\u00a0del furetto dai piedi neri\u00a0<em>Mustela nigripes<\/em>, che a partire dalla fine degli\u00a0anni\u00a0&#8217;80 fu salvato dall&#8217;estinzione grazie ad un programma di riproduzione che port\u00f2 alla\u00a0reintroduzione\u00a0di pi\u00f9 di 4.000 individui negli USA, Canada e Messico. Campioni di seme congelato dei\u00a0riproduttori fondatori\u00a0originali\u00a0sono ancora usati,\u00a0con parsimonia,\u00a0per supportare le popolazioni esistenti\u00a0e\u00a0le analisi genetiche mostrano\u00a0inequivocabilmente\u00a0che la prole\u00a0originata da\u00a0queste inseminazioni presenta minori livelli di consanguineit\u00e0 rispetto agli individui nati dalla riproduzione naturale.<\/p>\n<p>Ad oggi\u00a0le sfide della crioconservazione sono\u00a0ancora\u00a0molte: non tutte le specie &#8211; dai mammiferi ai pesci &#8211; rispondono bene al ciclo congelamento-scongelamento del seme.\u00a0Tuttavia, la messa a punto di protocolli sempre pi\u00f9 efficienti e la programmazione di appropriati schemi di fertilizzazione artificiale rappresentano un passaggio fondamentale che permette alle criobanche di fornire ai progetti di conservazione uno strumento utile\u00a0per\u00a0non perdere la biodiversit\u00e0 originale.<\/p>\n<p>Il progetto LIFE\u00a0<a href=\"http:\/\/nat.sal.mo\/\">Nat.Sal.Mo<\/a>. nasce proprio dall&#8217;esigenza di collaudare uno strumento utile a superare alcuni limiti dei tradizionali programmi di riproduzione artificiale di supporto alle popolazioni salmonicole native, che rischiano di produrre materiale s\u00ec autoctono, ma al contempo &#8220;zootecnico&#8221;.\u00a0 La futura creazione di un parco riproduttori potr\u00e0 contare su risorse genetiche selvatiche anche negli anni a venire.\u00a0Questi sono i punti cardine\u00a0dai quali\u00a0\u00e8 nata la nostra idea progettuale, supportata in seguito dalla Comunit\u00e0 Europea per il suo contenuto innovativo, in combinazione con le altre attivit\u00e0 di salvaguardia dell&#8217;habitat e di partecipazione delle comunit\u00e0 locali. In poche parole: Zootecnia? No, grazie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche anno fa, proprio nei mesi in cui scrivevamo il progetto\u00a0LIFE NatSalMo, sulle pagine della rivista \u201cThe Biologist\u201d\u00a0appariva\u00a0un illuminante articolo sull&#8217;importanza delle criobanche\u00a0nella conservazione delle specie,\u00a0scritto da\u00a0William\u00a0Holt,\u00a0professore dell&#8217;Universit\u00e0 di Sheffield e ricercatore onorario\u00a0in\u00a0Biologia della Conservazione per la sopravvivenza delle specie\u00a0del\u00a0prestigioso\u00a0Smithsonian\u00a0Institution. 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